DIALOGO PER AVERE ALLOGGIO

Qualunque monaco girovago, per passare una notte in un tempio Zen, può sostenere, una discussione sul Buddhismo, con un monaco del posto.
In un tempio vivevano due monaci fratelli, di cui il più vecchio molto saggio e istruito, il più giovane sciocco e con un solo occhio.
Giunse un giorno un monaco girovago e chiese alloggio, invitandoli, come consuetudine, ad un dibattito sulla sublime dottrina del Buddha.
Il fratello più anziano quel giorno era affaticato e incaricò il più giovane di sostituirlo, raccomandandogli di utilizzare il “dialogo muto”.
Al termine del dialogo il girovago trovò il monaco anziano e gli disse “Il tuo giovane fratello è straordinario, io non  merito di passare la notte qua, perché non ho superato la prova”, incuriosito il vecchio disse “Raccontami”.
E il girovago raccontò: “Io ho alzato un dito come simbolo del Buddha e lui due dita, simbolo del Buddha e del suo insegnamento, io allora ho alzato tre dita per indicare Buddha, il suo insegnamento e i suoi seguaci. Allora lui ha scosso il pugno chiuso a significare che tutti e tre sono una cosa sola, dunque lui ha vinto!” e se ne andò.
Poco dopo il vecchio incontrò suo fratello che urlava: “Dov’è andato quel  viandante? Lo voglio picchiare!”.
“Spiegami” disse il vecchio.
“Quel tale appena mi ha visto ha alzato un dito alludendo  al mio unico occhio. Io, nonostante ciò, per  essere cortese, ho alzato due dita, riferendomi  al fatto che lui avesse due occhi. Il miserabile allora ha mostrato tre dita, per sottolineare  che in due avevamo tre occhi. In quel momento  ho perso la calma e sono balzato in piedi per  dargli un pugno, ma lui è scappato!”

Tratta da "101 storie zen" a cura di Nyogen Senzaki e Paul Reps